L’angiografia digitale è l’esame radiologico dei vasi sanguigni: un catetere porta nelle arterie un mezzo di contrasto visibile ai raggi X. Se indicato, permette di trattare un restringimento nella stessa seduta. Nel Gruppo NefroCenter è disponibile alla Casa di Salute Santa Lucia di San Giuseppe Vesuviano, in provincia di Napoli.
Con il nome angiografia si indicano esami che seguono la stessa tecnica ma cambiano per distretto: la coronarografia studia le coronarie, l’angiografia periferica le altre arterie.
01 — AMBITO
Che cos’è l’angiografia e come funziona
L’angiografia è un esame radiologico che evidenzia i vasi sanguigni per studiarne la forma e individuare eventuali alterazioni: restringimenti (stenosi), ostruzioni, dilatazioni. Il medico introduce in un’arteria un catetere molto sottile e lo fa avanzare all’interno dei vasi fino al distretto da studiare. Attraverso il catetere inietta un mezzo di contrasto visibile ai raggi X, che mostra i vasi e le loro diramazioni in modo selettivo.
Le immagini si ottengono con l’angiografo, un’apparecchiatura radiologica con un braccio che ruota attorno al paziente senza spostarlo e lo riprende da angolazioni diverse; il medico le segue in tempo reale.
L’angiografia digitale elabora le immagini al computer: nella tecnica a sottrazione (DSA, dall’inglese Digital Subtraction Angiography) il sistema registra un’immagine prima dell’iniezione del mezzo di contrasto iodato, la «maschera», e la sottrae da quelle acquisite con il contrasto, così restano in evidenza i vasi.
Insieme alla coronarografia si può eseguire il cateterismo cardiaco, che misura con sondini (cateteri) le pressioni all’interno delle camere del cuore.
Esame radiologico dei vasi sanguigniCatetere sottile e mezzo di contrastoAnestesia locale, paziente sveglioImmagini in tempo realeDiagnosi e, se indicato, trattamento nella stessa seduta
02 — SEGNALI
A chi è indicata l’angiografia
Un dolore al petto nuovo o diverso dal solito, anche con oppressione, affanno o dolore al braccio, al collo o alla mascella, può essere un infarto: si chiama subito il 118, senza aspettare un esame programmato.
L’angiografia è un esame invasivo che espone a radiazioni ionizzanti: la decide lo specialista, solo con un’indicazione clinica specifica e di norma quando la visita e gli esami non invasivi non bastano a chiarire la causa dei disturbi. Per esempio:
Sospetta malattia delle coronarie, con dolore o oppressione al torace (angina pectoris), affanno senza causa apparente, dolore al collo o al braccio sinistro
Sospetto difetto delle valvole cardiache
Capire se serve un intervento al cuore: angioplastica o bypass
Controllo delle coronarie dopo un infarto o un intervento al cuore
Arteriopatia delle gambe con dolore al polpaccio camminando (claudicatio), quando si valuta un’angioplastica o un intervento
03 — PRESTAZIONI
Coronarografia, angiografia periferica e angioplastica
Coronarografia (angiografia coronarica)
Studia le coronarie, le arterie che portano il sangue ossigenato al cuore, e, quando serve, il ventricolo sinistro (ventricolografia): mostra se le coronarie sono libere o ristrette da placche aterosclerotiche o coaguli e come si contrae il ventricolo. Dopo l’esame il medico indica la strategia: proseguire con i farmaci, un intervento chirurgico come il bypass o un’angioplastica coronarica.
Angiografia periferica e arteriografia
Con la stessa tecnica si studiano altri distretti: le arterie carotidi, le arterie renali e il distretto iliaco-femorale. Nell’arteriopatia periferica, che riduce la circolazione del sangue nelle arterie di braccia e gambe e colpisce più spesso le gambe, l’angiografia mostra con precisione dove si trovano restringimenti e occlusioni.
Angioplastica e stent
L’angioplastica allarga l’arteria ristretta gonfiando un palloncino posto all’estremità del catetere; spesso si impianta anche uno stent, un tubicino metallico che mantiene l’arteria aperta. Si può eseguire al termine dell’esame diagnostico, ma è un vero e proprio intervento.
04 — LA VISITA
Come si svolge l’angiografia
L’esame si svolge in sala di emodinamica: si sta sdraiati sulla schiena, svegli, collegati agli strumenti che controllano le funzioni vitali; nella coronarografia si ricevono farmaci che aiutano a rilassarsi.
Dopo l’anestesia locale il medico introduce il catetere in un’arteria dell’inguine (femorale) o del polso (radiale), più raramente alla piega del gomito, e lo fa avanzare fino al distretto da studiare.
Attraverso il catetere inietta il mezzo di contrasto, che può dare una sensazione di calore, e acquisisce le immagini: la collaborazione conta, per esempio trattenere il respiro quando richiesto.
Il medico osserva le immagini in tempo reale e, se trova un restringimento significativo e il paziente ha dato il suo consenso, può eseguire subito un’angioplastica.
Al termine il catetere viene tolto e il punto di accesso viene compresso, poi fasciato, oppure chiuso con un dispositivo apposito.
Seguono alcune ore di riposo e osservazione, secondo l’accesso usato e le indicazioni dell’équipe; di solito si viene dimessi entro 24 ore.
05 — IL GRUPPO
Angiografia e coronarografia in provincia di Napoli: Casa di Salute Santa Lucia
Nel Gruppo NefroCenter l’angiografia è disponibile alla Casa di Salute Santa Lucia, in via Aielli 109 a San Giuseppe Vesuviano (NA). La struttura dispone di due angiografi Siemens Artis Genio, con software anche basati su intelligenza artificiale, pensati per migliorare la visualizzazione di coronarie e vasi e per contenere la dose di radiazioni per pazienti e operatori.
Ha inoltre due sale di emodinamica, che funzionano anche come unità di diagnosi cardiologica invasiva: cateterismo cardiaco, coronarografia, angioplastica, arteriografia digitalizzata. Esami e trattamenti eseguiti in sede, per ciascun distretto, li conferma la struttura alla prenotazione.
Preparazione all’angiografia, rischi e mezzo di contrasto
Come prepararsi
Servono esami del sangue recenti, tra cui la creatininemia per la funzione dei reni: con il contrasto iodato si chiede di norma un referto di non più di tre mesi. Allergie, problemi ai reni, diabete, terapia in corso ed eventuale gravidanza vanno segnalati prima; l’elenco esatto degli esami lo indica la struttura.
Rischi e complicanze
Come ogni procedura invasiva, l’angiografia non è priva di rischi, anche se le complicanze sono poco frequenti. Fra le più comuni: l’ematoma nel punto di puntura e le reazioni vagali, con nausea e calo della pressione. Le complicanze legate alla puntura del vaso restano nel complesso sotto l’1%. Eccezionalmente, soprattutto in condizioni già gravi, possono verificarsi dissezione dell’arteria, embolie, ictus, scompenso cardiaco, infarto e decesso. Il mezzo di contrasto può dare reazioni per lo più lievi, anche ritardate fino a una settimana, e un danno renale di solito transitorio; quelle gravi sono molto rare. L’uso medico delle radiazioni ionizzanti è regolato perché il rischio resti molto piccolo e giustificato dal beneficio.
08 — APPROFONDIMENTO
Differenze con angio-TC, angio-RM ed ecocolordoppler
Ecocolordoppler, angio-TC e angio-RM, esami meno invasivi, possono precedere l’angiografia. L’ecocolordoppler usa gli ultrasuoni per valutare il flusso del sangue e individuare restringimenti od occlusioni; angio-TC e angio-RM seguono il percorso del mezzo di contrasto con la TC o con la risonanza magnetica. Nell’angio-TC il contrasto si inietta in vena, mentre nell’angiografia arriva direttamente nell’arteria attraverso il catetere. Per le coronarie esiste anche un esame non invasivo, la TC coronarica.
L’angiografia con catetere è più invasiva, ma documenta ad alta risoluzione l’anatomia del cuore e dei vasi e, quando è indicato, permette di trattare il restringimento nella stessa seduta.
09 — DOMANDE
Domande frequenti
Che differenza c’è tra angiografia e coronarografia?
La coronarografia, o angiografia coronarica, è l’angiografia delle coronarie, le arterie che portano il sangue al cuore. Angiografia è il termine generale: con la stessa tecnica si studiano anche le carotidi, le arterie renali e quelle delle gambe, e si parla allora di angiografia periferica o arteriografia.
L’angiografia è dolorosa?
Si esegue in anestesia locale e si resta svegli; nella coronarografia si ricevono farmaci che aiutano a rilassarsi. Il mezzo di contrasto può dare una sensazione di calore. Durante un’eventuale angioplastica coronarica, il gonfiaggio del palloncino può dare dolore al petto, che passa quando lo si sgonfia.
Quanto dura l’angiografia?
Una coronarografia diagnostica si conclude in media in 20-30 minuti. Per gli altri distretti e per le procedure di angioplastica la durata la indica l’équipe. Al tempo dell’esame si aggiungono la compressione del punto di accesso e alcune ore di riposo e osservazione, secondo l’arteria usata.
Per l’angiografia bisogna essere a digiuno? Vanno sospesi i farmaci?
Valgono le indicazioni della struttura per l’esame. Gli esami del cuore e altri esami con contrasto possono richiedere alcune ore di digiuno da cibi solidi; acqua e farmaci abituali, salvo indicazioni diverse, in genere si possono prendere. Nessun farmaco va sospeso di propria iniziativa: la terapia in corso, compresa l’eventuale metformina, va segnalata al medico, con cui chi ha il diabete concorda la dose di antidiabetico o di insulina.
Si può fare l’angiografia con un’allergia al mezzo di contrasto, problemi ai reni o in gravidanza?
Reazioni precedenti al mezzo di contrasto iodato, allergie, asma non controllato e malattie renali vanno segnalati prima: il medico valuta se eseguire l’esame o rimandarlo per una consulenza. Con una funzione renale ridotta decide il medico angiografista. Per le radiazioni ionizzanti, le donne in età fertile devono escludere una gravidanza.
Nell’angiografia il catetere si introduce dal polso o dall’inguine?
Di solito dall’arteria femorale, all’inguine, o dall’arteria radiale, al polso; più raramente dall’arteria brachiale, alla piega del gomito. Con l’accesso dal polso ci si può muovere prima. Dopo l’accesso dall’inguine bisogna invece restare a letto con la gamba distesa per alcune ore.
Cosa succede dopo l’angiografia e quando si torna a casa?
Salvo indicazioni diverse dei medici, per esempio in dialisi o se vanno limitati i liquidi, si beve molta acqua per eliminare il mezzo di contrasto e per circa un’ora non si mangiano cibi solidi. Di solito si viene dimessi entro 24 ore, con referto e immagini. Dolore o sanguinamento nel punto di accesso, o fastidio e formicolio alla gamba o al braccio usati, vanno segnalati subito ai medici.
Se trovano un restringimento si fa subito l’angioplastica con stent?
Può succedere, se il restringimento è significativo e il trattamento è indicato: farla subito evita una nuova puntura dell’arteria e i rischi dell’attesa, e al paziente si chiede il consenso. Lo stent non va incontro a rigetto e non si sposta, ma il restringimento può ripresentarsi (restenosi). Alla dimissione vanno seguite le indicazioni su controlli e farmaci antiaggreganti, da prendere per il tempo stabilito dai medici senza interromperli di propria iniziativa.
Dove si fanno angiografia e coronarografia in provincia di Napoli?
Nel Gruppo NefroCenter alla Casa di Salute Santa Lucia, in via Aielli 109 a San Giuseppe Vesuviano (NA), che ha due sale di emodinamica e due angiografi Siemens Artis Genio. Esami e trattamenti eseguiti in sede, per ciascun distretto, li conferma la struttura alla prenotazione.
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